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2019-08-13 08:23:00

BELGRADO. È una lunga estate italiana quella di Sergei Polunin. Da Ravello a Nervi, da Firenze a Civitanova in luglio con Sacré ha attratto frotte di spettatori, tra cultori della materia e celebrity seekers, intrigati dalla celebre danza volante del video “Take me to church” e dalle note intemperanze registrate dalle cronache e poi conquistati dalla carismatica personalità del fuoriclasse. L'ultima tappa italiana è però la più impegnativa: Arena di Verona, 26 agosto, prima mondiale di Romeo e Giulietta .

Polunin, il genio ribelle sarà Romeo all'Arena di Verona

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Titolo iconico, perfetto per l'ambientazione, creazione del danese Johan Kobborg che lo stesso Sergei con Polunin Ink ( in collaborazione con Show Bees e Ater) ha deciso di produrre e che di fatto rappresenta la filosofia artistica da lui abbracciata: «Ci sono artisti che hanno bisogno di essere creativamente liberi. - dice infatti– Ma le grandi istituzioni non sono preposte ad assecondarli: la loro logica è il business. Ecco perché ho deciso di creare questa “piattaforma” per chi come me sente questa necessità; è questo ciò che mi interessa fare nella vita». Punto di partenza imprescindibile è però il balletto classico: «Un genere teatrale che può trovare nuovi modi per parlare al pubblico di oggi. Johan Kobborg per me rappresenta il futuro per questa forma d'arte».

Osservando le prove di Romeo e Giulietta, al Teatro Nazionale di Belgrado dove è in corso l'allestimento, si comprendono gli atout della produzione: un cast di giovani, ottimi elementi (svetta già il Tebaldo di Nikolaj Gaifullin); un Mercuzio di lusso come il solista del Royal Ballet Valentino Zucchetti, ma soprattutto l'alchimia a fior di pelle tra i protagonisti. Accanto a Polunin è la stella internazionale Alina Cojocaru, interprete di rara intensità drammatica. Anche solo da brevi frammenti si percepisce già che leit motive della messa in scena è quello di passioni “larger than life”, tradotte in un raffinato linguaggio accademico declinato con realistica freschezza.

Dominata dalla scenografia di David Umemoto - un solido grigio, scale erte e colonnati incombenti da cui Giulietta osserva il mondo prima di buttarsi nella mischia delle passioni - la visione di Kobborg offre anche a Polunin nuove opportunità interpretative: «Romeo - dice Sergei- non è un ruolo bidimensionale come i principi da balletto: è vitale, prova infinite emozioni -da quelle di un amore travolgente, alla disperazione, alla rabbia. È eccitante l'idea di trasmettere in modo credibile i suoi chiaroscuri all'enorme platea dell'Arena». Che, però, Polunin spera sia solo la prima ad ospitare il lavoro:«Vogliamo portare il balletto alle platee più vaste possibili e conto di presentare “Romeo e Giulietta” in ampi spazi e festival, dalla Russia all'India». E ovviamente anche l'Italia.Romeo e Giulietta, coreografia Johan Kobborg, con Alina Kojocaru e Sergei Polunin, Polunin Ink in collaborazione con Show Bees e Ater, Verona, Arena 26 agosto 2019 prima mondiale


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