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2019-10-03 10:08:50

Inseguito da un poliziotto, il Vagabondo si avventura in una folle corsa a ostacoli sui tetti del misero quartiere, raggiunge la strada, salta giù intercettando il furgone, mette in fuga le autorità costituite e si riprende il monello, con uno dei baci più espressivi della storia del cinema. In questo momento il Vagabondo è elevato alla dimensione di un eroe epico. Mezzo secolo dopo Coogan rievocò la realizzazione di questa scena, raccontando come Chaplin lo avesse preparato, esponendogli in forma drammatica questa crisi nella vicenda del monello. Poi, per usare le parole del maturo Coogan, «se in una scena devi avere un comportamento isterico, devi essere isterico. Altrimenti tutto sembra falso come un biglietto da tre dollari».

Come tutti i film muti di Chaplin, The Kid era privo di sceneggiatura e fu filmato in continuità. L’unica sequenza che venne girata una seconda volta, per adeguarla meglio al senso della trama, è quella del dormitorio pubblico. La vicenda non è strutturata formalmente, ma appare semplicemente inevitabile nel suo muoversi tra i destini del Vagabondo, del suo pupillo, compagno e complice, e della donna che è giunta alla gloria come famosa cantante ma piange ancora il bambino che ha abbandonato.

Una singolare coda introduce al desiderato lieto fine. Dopo aver perduto il monello, il Vagabondo, sfinito per la ricerca, si addormenta sulla porta di casa e sogna il paradiso, in cui tutti i personaggi del film – il bullo, il poliziotto, i funzionari dell’orfanotrofio, il cane randagio – compaiono trasformati in angeli alati. Ma il peccato e la tentazione si introducono furtivi, nelle vesti di una civettuola seduttrice interpretata dalla dodicenne Lillita MacMurray, che quattro anni dopo, col nome di Lita Grey, sarebbe diventata la seconda e ancor più problematica moglie-bambina di Chaplin. La sequenza divise i critici dell’epoca: Sir James Barrie accusò Chaplin di stravaganza, mentre per Francis Hackett «era l’Altro Mondo visto da un uomo semplice, realizzato con quei pochi accessori di scena con cui un uomo semplice aveva probabilmente consuetudine».

Il film ha una sicurezza tale che non lascia trasparire quanto travagliata sia stata la lavorazione a causa di gravi problemi esterni. Mildred intentò una causa di divorzio che provocò difficoltà e pubblicità indesiderate (come la scazzottata fra Chaplin e Louis B. Mayer, cui Mildred era contrattualmente legata, al ristorante dell’Alexandria Hotel). La casa distributrice, la First National, voleva aggiudicarsi il primo lungometraggio di Chaplin al prezzo scontato di tre film da due rulli e cercò un’alleata in Mildred, incoraggiandola ad avanzare, nell’istanza di divorzio, pretese sul patrimonio del marito, incluso il negativo di The Kid. Questa minaccia indusse Chaplin e il suo operatore Roland Totheroh a fuggire nottetempo con il negativo a Salt Lake City, dove improvvisarono una sala di montaggio in una suite d’albergo. Il montaggio e il lavoro di laboratorio furono completati in segreto in uno studio libero del New Jersey.

L’accordo di divorzio fu raggiunto a condizione che gli avvocati di Mildred ritirassero l’ingiunzione che avrebbe impedito a Chaplin di vendere The Kid. La First National venne a più miti consigli e il film fu un trionfo in tutto il mondo; Jackie divenne un’adorata celebrità internazionale, raccolse gli omaggi dei leader mondiali e fu ricevuto persino dal Papa.


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